In inglese il verbo “to bloom” significa “fiorire”, “sbocciare”. In ambito clinico, questo termine veniva talvolta usato per indicare i pazienti che mostravano una traiettoria di sviluppo favorevole.
Cos’è Bluemers
Bluemers è poliedrico
Ad esempio, con “late bloomers” ci si riferiva a coloro che – pur partendo da quadri clinici di autismo complessi – mostravano importanti e sorprendenti miglioramenti.
Sfruttando l’assonanza con “blue”, ovvero il colore scelto nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per rappresentare la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo (2 Aprile), eccoci a Bluemers.
E Bluemers ci ha subito convinto perché il “MERs” finale richiama anche alle quattro sfide che caratterizzano il nostro progetto: Medical – Educational – Rehabilitation & Research.
L’architettura funzionale di Bluemers vorrebbe riuscire a coniugare uno specifico modello scientifico di autismo, un preciso modello clinico-riabilitativo di autismo ed un efficiente modello gestionale di autismo.
Modello scientifico
Ad oggi, la letteratura scientifica sembra dirci che l’autismo ha una sorta di duplice natura.
Da un lato è caratterizzabile come una condizione medica con basi neurobiologiche specifiche, seppur molto complesse ed in larga parte ancora poco conosciute. Dall’altro lato, l’autismo sembra caratterizzarsi per forme di “funzionamento atipico”; esse si declinano in specifici profili di forza, debolezze, differenze e/o (dis)abilità che sfociano in un’esperienza di vita che può risultare più o meno adattiva rispetto ad un dato ambiente (Cfr. Lai et al. 2020). In passato, queste due caratterizzazioni sono talvolta state considerate come antitetiche o mutualmente esclusive. Noi crediamo che questi due aspetti siano ugualmente fondamentali, e che nessuno di essi debba prevalere sull’altro.
A Bluemers, vogliamo operare seguendo uno specifico modello scientifico di autismo.
Modello clinico-riabilitativo
Il sistema visivo è normalmente strutturato per riuscire a percepire tanto il singolo albero quanto la foresta.
In estrema sintesi, il nostro cervello sembra essere supportato tanto da una capacità di focalizzarsi sul singolo dettaglio (meccanismo di zooming-in), quanto dalla capacità di focalizzarsi sull’insieme (inteso come “qualcosa in più” della semplice somma delle parti, meccanismo di zooming-out).
Similmente, a Bluemers da un punto di vista clinico-riabilitativo vediamo tanto la necessità di operare in maniera individualizzata (zooming-in: approccio età-dipendente, funzionamento-dipendente, contesto-dipendente) quanto la necessità di estendere l’approccio clinico-riabilitativo “al di là” del paziente (zooming-out: all around autism). In questo senso, noi pensiamo che la specificità del modello clinico-riabilitativo di Bluemers sia la sua propensione a regolare in maniera flessibile, dinamica ma coerente aspetti di individualizzazione e generalizzazione dei protocolli. Nel concreto, noi operiamo così.
A Bluemers, vogliamo operare seguendo un preciso modello clinico-riabilitativo di autismo.
Modello gestionale
Per dare concretezza ad un dato modello di autismo, sia esso clinico-riabilitativo o scientifico, servono operazionalizzazioni funzionali agli scopi specifici che i modelli si propongono.
Per supportare le operazionalizzazioni, è necessaria una struttura gestionale in grado di comprendere tanto le priorità, quanto la necessità di modulare tali priorità in maniera individualizzata (es., nel tempo, nel contesto, etc.) e generalizzata (i.e., “all around autism”). La componente gestionale rappresenta una delle direttrici fondamentali di Bluemers perché la parsimonia – tanto in termini clinici e di risorse personali quanto in termini economici – deve essere una costante. Vorremmo infatti cercare di ottimizzare prassi e protocolli perché l’equilibro tra carico di lavoro (es., per il paziente, per le famiglie, etc.) e costo di gestione (es., attività diretta, attività indiretta, etc.) è fondamentale per garantire sostenibilità e replicabilità del progetto. Il bisogno è grande, ma le risorse limitate. La parsimonia è un dovere.
A Bluemers, vogliamo operare seguendo un efficiente modello gestionale di autismo.